La “violenza” dei genitori che scoprono figli omosessuali

In una societ? culturalmente avanzata e civile avere diversi orientamenti sessuali sarebbe normale, per cui non ci sarebbe bisogno di parlarne, ma purtroppo nel nostro Paese chi non ??eterosessuale ??fatto oggetto di grossi pregiudizi che troppo spesso sfociano in una violenza sia verbale che fisica. Esiste un altro tipo di violenza che apparentemente non si vede ma che fa dei danni enormi: quella psicologica che, purtroppo, viene usata a volte dai genitori.
Spesso alla scoperta dell’omosessualit? del figlio i genitori si sentono crollare il mondo addosso, tutte le loro certezze, i loro “sacrifici”, i loro sogni, le loro speranze si infrangono su questo scoglio che a loro pare enorme, insuperabile. Arrivano i dubbi, le frustrazioni, la rabbia, le delusioni, la paura; il figlio che si ??cresciuto con tanto amore, a cui si ??cercato di insegnare dei valori veri, come l’amore e il rispetto verso gli altri, ci si rivolta contro, diventa un nemico da cui difendersi, perch?, scardinando un modello di vita imposto dalla societ?, fa paura. A questo punto arrivano le domande: “dove ho sbagliato?”?,”cosa ho fatto di male per meritarmi questo?”?,”perch? ci fai questo?”,”perch??hai scelto di essere cos??”?,”ti hanno sicuramente circuito”?,”non puoi esserlo perch? sono dei depravati”?,”ci farai morire di crepacuore”?,”sei confuso, passer?”?,”tutti i nostri sacrifici a cosa sono serviti?”?,”tutti i progetti che avevamo su di te che fine fanno?”,”cosa penser? di noi la gente se lo viene a sapere?”?,”meglio drogato che gay/lesbica”?.

L’omosessualit??fa paura perch? non la si conosce, in molti ??radicato il concetto di “malattia”?, nonostante l’Organizzazione Mondiale della Sanit? l’abbia eliminata dalle liste delle malattie mentali il 17 maggio 1990. Esiste anche la convinzione che il mondo sia eterosessuale dando per scontato che ogni persona nasca tale, ??impensabile che due persone dello stesso sesso possano avere degli affetti duraturi, per cui pensano che il figlio sia depravato in quanto cambi di continuo partner. Da qui si innescano tutta una serie di comportamenti che vanno dal colpevolizzare i figli per le sofferenze che stanno procurando loro con questa”scelta”?, al controllare ogni cosa che fanno (la scuola, le amicizie, il tempo libero), arrivando a minacciarli di limitare la loro autonomia e a volte mettendo in pratica queste minacce; accecati dalla rabbia li minacciano di cacciarli da casa (e questo purtroppo avviene ancora) e di privarli di ogni sostentamento, o peggio ancora di ucciderli. I sogni che avevano fatto di vederli un giorno sposati con figli crolla loro addosso, come i progetti che avevano su di loro. Chiedono a questi ragazzi di avere una vita da eterosessuale reprimendo la loro omosessualit?, cosicch? loro non debbano subire queste sofferenze e, peggio ancora, che i parenti, gli amici o i conoscenti non vengano a sapere dell’orientamento sessuale del figlio, per non macchiare la loro reputazione. Sono talmente frastornati da questi sentimenti che non riescono a ragionare lucidamente, altrimenti capirebbero che sofferenza sia stata per il figlio scoprirsi gay o lesbica, e la fatica enorme (sempre in tema di sofferenza) nel prenderne atto; anche loro si sono chiesti “perch? a me?”. Certamente non hanno scelto di vivere una vita di maggiore sofferenza rispetto agli eterosessuali, ma sono arrivati a capire che non esiste un solo orientamento sessuale e loro fanno parte di una minoranza di questa societ?. Questi genitori arrivano al punto di chiedere ai figli di soffrire in silenzio e di vivere una vita che non gli appartiene per salvaguardare i fratelli, per non essere ghettizzati, e, purtroppo, esistono anche queste realt?, per paura di perdere una certa cerchia di”amicizie”? che per loro contano pi? della serenit? e della felicit? della propria creatura; non si rendono conto di quanto sofferenza e angoscia procurano loro con questo comportamento, perch? questi ragazzi si sentono rifiutati dai propri genitori.

I figli non sono una nostra propriet?, sono persone che devono vivere la loro vita e non quella che vorremmo noi, non hanno chiesto di essere messi al mondo. Per noi ??stato un gesto di amore nei loro confronti concepirli e a noi spetta il dovere/amore di crescerli e dargli tutti gli insegnamenti necessari per farli camminare in questo mondo e, se li amiamo davvero, dobbiamo rispettare tutto il loro essere, e questo comprende anche il loro orientamento sessuale. A questi genitori vorrei chiedere se a un certo punto della loro vita hanno dovuto”scegliere”di essere eterosessuali; a me non ??successo, mi sono”coperta”? etero in quanto attratta dall’altro sesso; ed ??cos? anche per questi nostri figli: non ??una scelta, semplicemente si sentono attratti dal loro stesso sesso. Da mamma vi chiedo semplicemente di continuare ad amare questi vostri figli, non A? cambiato nulla in loro, guardateli negli occhi e ve ne renderete conto, stategli vicini e dategli tutto l’aiuto di cui hanno bisogno per affrontare questa societ? omofoba. Non chiedete ai vostri figli di avere una vita”diversa”? poich? vivrebbero infelici, non nascondetevi dietro a delle facciate, se, strada facendo, doveste perdere delle amicizie per questo motivo, meglio cos?, ??gente che non vi merita e certamente non sono veri amici. Per quanto mi riguarda, la mia famiglia non ha mai perso un’amicizia o una conoscenza, semplicemente perch? ci conoscono, ricordatevi che i pregiudizi esistono l? dove non si conosce. Questa secondo me ??la strada per abbattere i pregiudizi e far s? che questi nostri figli possano poter vivere la loro affettivit? serenamente alla luce del sole.

Rita Mura
Lettera originariamente pubblicata sul quotidiano di Piacenza “Libert?” l’8 novembre 2011