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Ora diritti alla meta!

Chi ama i diritti li vuole per tutt*.
Dopo la grande mobilitazione nazionale del 23 gennaio, tante persone hanno riscoperto il senso di diventare protagonisti attivi del cambiamento di questo Paese e hanno compreso che ciA? che otteniamo non lo si deve alla benevolenza di chi ci governa, ma alla tenacia con cui un’intera collettivitA� conduce la sua lotta per affermare i propri diritti, non per elemosinare concessioni.

Come movimento ci sentiamo ora in dovere di indicare un orizzonte piA? ampio, rivolgendoci al Paese e alla politica, per comunicare da subito la nostra visione di un futuro a cui niente e nessuno potrA� farci rinunciare. Allo stesso tempo, ribadiamo la nostra piena consapevolezza e il nostro senso di responsabilitA� rispetto all’incalzante attualitA� che ci conduce a scendere in piazza, proprio ora che l’attenzione A? piA? alta, fissando per i prossimi mesi alcuni obiettivi immediati:

  • Fare pressione affinchA� la legge sulle unioni civili venga approvata rapidamente alla Camera dei Deputati, per assicurare quanto meno il riconoscimento sostanziale di quei diritti a lungo attesi da milioni di coppie e di cui esiste un urgentissimo bisogno; prendiamo atto che questa legge, segnata da molti limiti e dalla discriminazione che sancisce soprattutto nei confronti dei nostri figli e delle nostre figlie, A? quanto il Parlamento A? oggi in grado di produrre.
  • Vigilare sull’effettiva applicazione della legge stessa, a partire dai decreti attuativi la cui competenza attiene proprio al Ministro degli Interni: troppe leggi abbiamo visto svuotarsi di significato nella loro applicazione, come la 194 sull’interruzione volontaria di gravidanza.
  • Seguire, infine, da vicino l’iter dell’annunciata legge di riforma delle adozioni perchA� non si scenda a compromessi al ribasso nell’aggiornamento di una normativa da cui dipendono la dignitA� e i diritti dei minori.

La manifestazione del 5 marzo deve essere tuttavia in primo luogo l’occasione per uno sguardo lungimirante e concreto sugli obiettivi di sempre a cui, occorre rimarcarlo, la legge appena approvata non offre risposte che possano soddisfarci a pieno:

  • Vogliamo la piena uguaglianza di tutte e tutti di fronte alla legge, indipendentemente dall’orientamento sessuale e dall’identitA� di genere, attraverso il matrimonio egualitario che dovrA� iscriversi in una riforma complessiva del diritto di famiglia che preveda anche l’adozione piena e legittimante per i bambini e le bambine che giA� esistono, e il riconoscimento alla nascita dei figli che verranno.
  • Vogliamo che sia finalmente sancito che omofobia e transfobia non sono opinioni, ma reati che devono essere puniti in modo specifico, e che si prendano provvedimenti efficaci contro le discriminazioni comunque motivate nella vita lavorativa e sociale.
  • Vogliamo che sia riconosciuto il diritto all’autodeterminazione delle proprie scelte di vita a ciascuna e ciascuno, rendendolo effettivo senza discriminazioni di carattere culturale, economico e sociale, a partire dalle persone trans.
  • Vogliamo superare la cultura sessuofobica attraverso interventi che garantiscano l’educazione sessuale pubblica, laica e universale.

Con questa manifestazione nazionale intendiamo ribadire la nostra autonomia che difenderemo contro ogni tentativo di impossessarsene: vogliamo parlare non di bandiere, ma delle nostre vite, della nostra libertA�, delle nostre battaglie.

Il movimento che abbiamo costruito con gioia e con fatica si A? irrobustito in questi mesi, ed A? divenuto il punto di riferimento a cui guarderanno nei prossimi anni non solo le persone LGBTI, ma tutta l’Italia che ama la laicitA�, la libertA� e l’uguaglianza, tutte le cittadine e i cittadini per cui questi diritti sono oramai irrinunciabili.

ORA DIRITTI ALLA META! Roma, 5 marzo 2016, ore 15:00 – Piazza del Popolo.

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