Poesia lgbt di una mamma

Vorrei poggiare la testa sulla tua spalla mamma
senza sentire l’imbarazzo della tua domanda.
Chi sei? Chi sono
non so, sono tuo figlio e per questo vorrei che tu
mi amassi
e nel tuo immenso cuore di conchiglia vorrei che tu
potessi trasformare quello che credi
il mio granello di sabbia
la mia imperfezione
in una splendida perla
e averla incastonata nel tuo occhio,
lA� sotto le ciglia
dove prima era il pianto
ora il sorriso.

Dammi la mano mamma
attraversiamo insieme
i dubbi
quell’immensa paura del diverso…
la vertigine di avere
un figlio perso
quella grande incertezzaa��
In fondo sai la differenza
A? solo una ricchezza.